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SUCCESSIONI E DONAZIONI

LA NORMATIVA IN VIGORE PER LE
SUCCESSIONI APERTE PRIMA DEL 25/10/2001

In questa sezione sono contenute le informazioni generali sull'imposta di successione prima dell'entrata in vigore della legge 383/2001. Le novità introdotte con la legge 342/2000 (collegato alla finanziaria 2001) che apportava delle prime modifiche alla normativa previgente sono esposte nella sezione dedicata a La riforma delle imposta sulle successioni e donazioni prima della legge 383/2001.

I. Imposta sulle successioni

L'imposta sulle successioni colpisce tutti i beni e i diritti trasferiti per causa di morte.

  • Chi deve pagarla

Gli eredi, i legatari, i beneficiari, i chiamati all'eredità che non hanno rinunciato.Gli eredi sono tenuti in solido al pagamento per la totalità dell'imposta (ciò significa, in pratica, che il fisco può chiedere a un qualsiasi erede il pagamento anche della parte degli altri), salva la possibilità, per chi ha pagato, di rivalersi nei confronti dei coeredi e dei legatari. I legatari sono tenuti al pagamento dell'imposta solo per la loro parte.

Se nella successione sono compresi immobili, sono comunque dovuti i tributi ad essi connessi come le imposte ipotecarie e catastali

Beni tassabili e base imponibile

Come abbiamo accennato, sono soggetti all'imposta di successione tutti i beni appartenenti al defunto (anche se situati all'estero, qualora lo stesso risulti residente in Italia) che vengono trasferiti agli aventi diritto, al netto delle passività deducibili.
Nell'attivo ereditario si considerano inoltre compresi, a forfait, gioielli, denaro e mobili per un importo pari al 10% del valore da calcolare per ogni singola quota salvo che siano analiticamente indicati in inventario per un minore importo dimostrato in modo idoneo.

Beni esclusi

Sono esclusi dall'attivo ereditario alcuni beni e erogazioni tra cui le assicurazioni sulla vita, le indennità corrisposte in forza di assicurazioni sociali obbligatorie, gli autoveicoli, le liberalità in favore di enti pubblici o organizzazioni di volontariato, i titoli del debito pubblico (BOT e CCT), gli altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato o equiparati.

La liquidazione dei tributi collegati all'imposta di successione

Con i regolamenti delegati da emanare ai sensi della riforma, nel prossimo futuro l'imposta di successione dovrebbe essere autoliquidata dagli eredi (e la dichiarazione trasmessa in via telematica). Nell'attesa è compito dell'Ufficio delle entrate provvedere alla liquidazione dell'imposta di successione, delle eventuali sanzioni, degli interessi e dei tributi speciali; questi, perciò, debbono essere pagati dagli eredi o legatari solo dopo aver ricevuto la notifica del relativo avviso di liquidazione.

Il contribuente è invece tenuto ad autoliquidare direttamente e pagare a parte gli altri tributi collegati all'imposta di successione.

In particolare, se nella successione sono compresi beni immobili, sono dovute le imposte ipotecaria e catastale rispettivamente nella misura del 2 e 1 per cento del loro valore (con un minimo di 129,11 € (L. 250.000)  per ciascuna imposta). Come già accennato, se in capo ai beneficiari o ad almeno uno di essi sussistono i benefici previsti per la c.d. "prima casa", le suddette imposte sono dovute nella misura fissa.

Queste imposte, unitamente alla tassa ipotecaria (25,82 € (50.000 L.) per ogni Conservatoria ovvero Circoscrizione o Sezione staccata dell'Ufficio del territorio competente) e all'imposta di bollo (41,32 € (80.000 L.) per ogni formalità richiesta) devono essere liquidate e pagate dagli eredi prima della presentazione della dichiarazione di successione.

Il prospetto di liquidazione

Il prospetto di liquidazione, che è stato pubblicato sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 28 dicembre 1998, è disponibile presso gli Uffici dell'Amministrazione finanziaria.

Il versamento

Il pagamento dei tributi autoliquidabili può essere effettuato, utilizzando il modello di pagamento F23, presso qualsiasi concessionario, banca o ufficio postale. 

La dichiarazione di successione

Sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione gli eredi, legatari, tutori o curatori dell'eredità, gli esecutori testamentari o le persone immesse nel possesso dei beni per effetto della dichiarazione di morte presunta o assenza temporanea dell'erede.

Il coniuge o i parenti in linea retta sono esonerati dall'obbligo di presentare la dichiarazione se la successione non comprende beni immobili e diritti reali immobiliari e se il valore dell'attivo ereditario non supera i 25.822,84 euro (50 milioni di lire), salvo che per effetto di sopravvenienze ereditarie queste condizioni vengano a mancare.

La dichiarazione, nella quale devono essere indicati gli estremi del pagamento dei tributi autoliquidabili, va presentata insieme alla ricevuta di pagamento e al prospetto di liquidazione debitamente compilato entro sei mesi dalla data di apertura della successione; è anche possibile spedirla a mezzo raccomandata.

L'ufficio competente a riceverla è l'ufficio delle entrate del luogo di ultima residenza del defunto.
Se l'ultima residenza del defunto era all'estero oppure è ignota, competente a ricevere la dichiarazione è l'Ufficio delle entrate di Roma 6 (si veda ndirizzi Agenzie delle Entrate).

La dichiarazione di successione, se comprende anche beni immobili viene trascritta in Conservatoria a cura dell'Ufficio delle entrate, mentre la voltura presso l'Ufficio del Catasto deve essere eseguita dagli eredi. Non è quindi possibile per l'erede eseguire direttamente la trascrizione. 

La dilazione dell'imposta

In determinate condizioni, il pagamento dell'imposta di successione può essere dilazionato, previa prestazione di garanzia (ipoteca, titoli di stato, fideiussione, ecc.), fino ad un massimo di 5 anni dall'apertura della successione, qualora se ne faccia richiesta entro 60 giorni dalla notifica dell'avviso di liquidazione e si sia ottenuto il consenso entro 90 giorni dalla richiesta.

In base a un decreto ministeriale del 5 marzo 1999, sugli importi dilazionati sono dovuti gli interessi annui a scalare nella misura del 5%.
Il contribuente ha sempre diritto di ottenere la dilazione quando offre l'ipoteca su tutti i beni e diritti ereditati cui si riferisce l'imposta da dilazionare.

II. Imposta sulle donazioni

Gli atti di donazione, che sono trasferimenti a titolo gratuito di beni e diritti per atto tra vivi, sono soggetti a registrazione, nel termine fisso di venti giorni, secondo le disposizioni previste per l'imposta di registro; sono tenuti agli adempimenti previsti per la registrazione dell'atto e al pagamento dei tributi coloro che hanno ricevuto la donazione.

Sono soggette a registrazione nel termine fisso di sessanta giorni le donazioni, dirette o indirette, formate all'estero nei confronti di beneficiari residenti nello Stato.

Le donazioni e le liberalità relative a spese non soggette a collazione, quali ad es. quelle di mantenimento, di educazione, ordinarie e di modico valore, nonché tutte le altre individuate dagli artt. 742 e 783 del c.c., non sono soggette all'imposta sulle successioni e donazioni.

A decorrere dal 1° gennaio 2001 alle donazioni si applica la nuova disciplina introdotta con la legge 342/2000 (collegato alla finanziaria 2000), descritta nella sezione La nuova normativa.

Base imponibile

Il valore della quota si determina sommando tutte le donazioni fatte da una persona allo stesso beneficiario.
Se il beneficiario è un discendente in linea retta minore di età, anche chiamato per rappresentazione, o una persona con handicap riconosciuto grave ai sensi della legge n. 104 del 1992, come modificata dalla legge n. 162 del 1998, l'imposta si applica esclusivamente sulla parte del valore della quota spettante a ciascun beneficiario che supera l'ammontare di 516.456,90 euro (un miliardo di lire).
Nell'ipotesi di pagamento anticipato dell'imposta sulle successioni da parte del titolare di beni e diritti oggetto del tributo, i medesimi beni e diritti, in caso di donazione, concorrono a formare il valore globale della donazione, con la conseguente detrazione, dall'imposta dovuta, dell'importo pagato volontariamente dal donante.

Agevolazioni

Le riduzioni di imposta previste per le successioni sono applicabili anche alle donazioni.
L'imposta sulle donazioni non si applica nei casi di donazione o di altre liberalità indirette collegate ad atti concernenti il trasferimento di immobili o di diritti immobiliari oppure il trasferimento di aziende assoggettati all'imposta di registro, in misura proporzionale, o all'imposta sul valore aggiunto. 
Le liberalità possono essere registrate volontariamente e, qualora ciò avvenga entro il 31 dicembre 2001 (periodo transitorio) l'aliquota da applicare sull'ammontare dell'incremento patrimoniale che supera 180.759.9 euro (350 milioni di lire) è deI 3% indipendentemente dal grado di parentela.
Decorso il periodo transitorio si applicano le stesse aliquote previste per le donazioni.

Anche per gli immobili donati, se costituiscono l'abitazione principale, si applicano le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa (2% e 1%).

Per ulteriori dettagli sulle novità della riforma vedi La riforma delle imposta sulle successioni e donazioni prima della legge 383/2001.

Fonte: Ministero delle Finanze - Ufficio per l'informazione del contribuente

 

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