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18/09/2019

COMUNICATO STAMPA 18.09.2019. INTERNET/CONTRIBUENTI.IT: ITALIANI OSSESSIONATI DAI SOCIAL NETWORK.

LIVORNO – I social network, quali Whatsup, Messanger, Facebook, Istagtram, Telegram, SnapChat, WeChat e Twitter creano la stessa dipendenza dei giochi d’azzardo quali slot machine, poker on line, videolottery, bingo, gratta e vinci e scommesse sportive.
A rivelarlo è la nuova indagine condotta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani, illustrata oggi a Livorno, alla presentazione della festa “Avatar” organizzata da Contribuenti.it Magazine che si terrà a Livorno dal 30 ottobre al 2 novembre 2019.
La ricerca ha evidenziato che il dipendente dai social network, definito nello studio come «zombie» o «avatar», deve rimanere sempre connesso con il web per non cadere nella “disconnection anxiety”. Da ciò il controllo continuo del cellulare, in Italia in media ogni sei minuti e mezzo. Una vera e propria dipendenza psicologica, da compulsione, con seri rischi di relazione.
Cinque sono i sintomi rilevati: depressione, ansia, perdita del sonno, stress ed ossessione, cinerbullismo, senso di alienazione. Sono le patologie nuove legate alla dipendenza da smartphone come quelle per i videogiochi.
Il sintomo numero uno è rappresentato da ansia e depressione, aumentate del 25% tra i giovani, le donne e i divorziati, nell’arco degli ultimi 5 anni.
Il secondo sintomo è la mancanza di sonno dei “social addicted”. Il riposo è fondamentale per tutti, ma in particolare per i teenager, i manager ed i professionisti. La ricerca associa una pessima qualità del sonno con l’abuso dei social media, soprattutto per chi non riesce a “staccare” nemmeno di notte svegliandosi di continuo per controllare i messaggi.
Il terzo sintomo è l’ossessione di come si appare, la fissa della propria immagine, grande problema dei teenager, manager e professionisti, che si dichiarano insoddisfatti del loro corpo, con bassa autostima e dipendenza da social, tanto da spingere alcune di loro a avere solo contatti virtuali.
Il quarto sintomo è rappresentato dal cyberbullismo. Problema rilevante, visto che sette consumatori su dieci affermano di esserne stati vittima almeno una volta, e che ben il 37% dei mamager viene preso di mira di frequente. Chi è vittima del “bullismo digitale” finisce per manifestare depressione, ansia e isolamento, con performance lavorative pessime.
Il quinto sintomo è rappresentato da un fenomeno nuovo chiamato “Fear of Missing Out” (FoMO) o senso di alienazione, che è cresciuto a dismisura nell’era dei social. In pratica è la paura di “non esserci”, di venire tagliato fuori dalla società perché non si è connessi ai social. Questo porta alla necessità di essere continuamente collegati in Rete, con ansia correlata.
I sociali network utilizzano gli stessi meccanismi psicologici che stanno alla base gioco d’azzardo, alimentando il “loop ludico”: una vera e propria dipendenza con continui collegamenti generati da incertezza/anticipazione e feedback/ricompensa. Come per le slot machine dove, sciacciando un tasto, si va incontro alla vincita o alla perdita immediata, nei social network il controllo e l’aggiornamento costante, i like, le foto da scambiare con followers e da commentare, rappresentano il desiderio, assimilabile ad una vincita alle slot machine.
I social network che creano maggiore dipendenza sono Istagram, Whatsup e Messanger, seguiti da Facebook e SnapChat: essi generano effetti negativi sul lavoro, sulla produttività oltre che sulle nostre relazioni affettivo-sentimentali e amicali.
I dipendenti da social più incalliti sono quelli residenti nella Lombardia con il 56%, segue la Campania con il 52%, dalla Sicilia 51%, della Liguria 49%, del Veneto 47%, della Valle d’Aosta 46%, della Toscana 45% e del Lazio e Molise 44%. Agli ultimi posti troviamo quelli delle Marche con il 34%, dell’Umbria con il 33% e del Trentino Alto Adige con il 31%.
L’Associazione Contribuenti Italiani propone che vengano introdotte serie misure per combattere la dipendenza dai social nerwork come per il gioco d’azzardo, istituendo centri specializzati nella cura della dipendenza.
“E’ giunta l’ora di riconoscere la dipendenza dai social quale sindrome patologica psichica – afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – garantendo agli stessi un trattamento riabilitativo che permette un rinserimento sociale, liberando la mente intrappolata in tanti altrove, recuperando la consapevolezza che la vita sta quello che ci circonda e non in ciò che accade sui social”.

Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani
L’ufficio stampa Infopress 0642828753

FONTE: Contribuenti.it

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