Cartelle
pazze anche in Parlamento Dal Fisco piovuti 31 milioni di
avvisi
ROMA - Si mormora che una cartella «pazza» sia arrivata
anche a casa del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Dal
palazzo di via XX Settembre non confermano ma una cosa è
certa: la piogga di avvisi sbagliati non ha risparmiato i
parlamentari. Anzi, i dipendenti - funzionari e parlamentari -
della Camera, secondo quanto ha denunciato ieri il deputato
diessino Giorgio Benvenuto, sono stati colpiti in massa. Ma la
casistica degli avvisi pazzi inviati dai concessionari in
vista del condono dei ruoli è molto ampia, stando agli episodi
registrati nel sito www.contribuenti.it. Così si scopre il
caso di un contribuente nato nel 1963 invitato a pagare
imposta relativa al ’65 quando aveva due anni. Oppure quello
degli eredi chiamati a rispondere di tasse non pagate dal
defunto due anni dopo la sua morte. E ancora richieste di
pagamento di tasse già condonate nel ’92 oppure di multe di
qualche spicciolo. E via dicendo. Il materiale per
meravigliarsi non manca. Ma riguarda quasi tutto gli anni
passati, dal ’60-’70 al ’97, anno in cui gli archivi sono
stati adeguati. Una precisazione è comunque d’obbligo e
l’hanno fatta ieri nel corso di una conferenza stampa
organizzata da Adiconsum, l’associazione dei consumatori
vicina alla Cisl, i responsabili dell’Agenzia delle Entrate
con in testa il direttore delle Riscossioni, Attilio Befera:
«Attenzione, non tutti gli avvisi sono pazzi. Anzi. A rischio
sono soprattutto quelli anteriori al ’97». Befera ha
confermato l’avvio dell’istruttoria nei confronti dei
concessionari per verificarne le responsabilità e applicare
eventuali sanzioni fino alla revoca della concessione. Nel
frattempo comunque l’Agenzia delle Entrate ha sollecitato le
esattorie a potenziare gli sportelli per il pubblico e i call
center. Si saprà comunque solo al termine dell’istruttoria
la cifra esatta delle cartelle pazze, o meglio degli avvisi
sbagliati sui ruoli a carico dei contribuenti. Per ora si
possono fare solo ipotesi: «Una cartella su dieci è sbagliata»
denunciano le associazioni dei consumatori. «Sono irregolari
non meno di 500 mila avvisi» sostiene Benvenuto. Per ora
all’Agenzia delle Entrate risulta solo che il fenomeno è
dilagato nel Lazio, soprattutto a Roma, e si è fatto sentire
in Puglia e a Milano mentre non avrebbe toccato per nulla
altre regioni come Toscana ed Emilia Romagna. Ieri
comunque l’Adiconsum ha chiesto a Tremonti di imporre ai
concessionari responsabili del disagio ai contribuenti una
sanzione di 100 euro a cartella sbagliata mentre
l’associazione artigiana di Mestre è favorevole ad un
indennizzo di 50 euro ad errore. Quest’ultima associazione ha
anche fatto un calcolo significativo per il contribuente: dal
’99 ad oggi esattorie e fisco hanno inondato le case degli
italiani con ben 31 milioni di lettere tra cartelle e avvisi.
Cosa che comunque la dice lunga sulla propensione degli
italiani a non pagare tasse e multe. Con buona pace delle
cartelle «pazze». Altre associazioni dei consumatori (Adusbef,
Adoc, Codacons, Federconsumatori) hanno anche suggerito ai
contribuenti stressati dagli avvisi non regolari di rivolgersi
al giudice di pace per chiedere un risarcimento fino a 1.032
euro. Si torna infine a parlare di una ulteriore proroga
dei condoni. A prevederla è Benvenuto che azzarda lo
slittamento dei termini a fine dicembre. Ma al ministero
dell’Economia l’argomento è tabù: Tremonti, che non avrebbe
voluto concedere neanche il rinvio di un mese, dal 16 aprile
al 16 maggio, non vuole avere problemi di fabbisogno nel corso
dell’anno