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“Colpiti” anche deputati e dipendenti della Camera

ROMA – Nessuno è al riparo dalle cartelle pazze. Possono arrivare avvisi con inviti a fare il condono per imposte già pagate o prescritte o per aziende cessate; per tasse non pagate quando si aveva 2 anni o risalenti a più di 30 anni fa. Un avviso anche agli eredi: occhio alla data per le tasse non pagate da parenti deceduti: stanno arrivando cartelle pazze anche relative agli anni d'imposta successivi alla morte del caro estinto. A stilare una classifica degli errori, commessi dai concessionari in questi giorni, sono i responsabili dello Sportello del Contribuente (
www.contribuenti.it ) che in una conferenza stampa organizzata dall'Adiconsum hanno presentato la casistica più frequente. Gli errori:
1. Richieste di pagamenti prescritti (alcune comunicazioni sono relative agli anni 70 o precedenti).
2. Richiesta della tassa sulla partita Iva per annualità successive a quella di cessazione dell'attività.
3. Ruoli inviati agli eredi di contribuenti deceduti prima dell'annualità per la quale è contestato il pagamento.
4. Richieste di pagamento con modalità agevolata riferite a multe e a ammende e non a sanzioni amministrative.
5. Comunicazioni di pagamento in relazione a tributi per i quali il contribuente ha ottenuto lo sgravio d'ufficio.
6. Richieste di pagamento per importi inferiori al minimo di 16,53 euro che dovrebbero essere annullate in modo automatico.
7. Richieste di pagamenti già definiti con le procedure del condono del '92.
8. Avvisi relativi a pagamenti già definiti con le procedure di concordato, conciliazione o modalità similari.
9. Invio dal concessionario per la riscossione di più comunicazioni per lo steso tributo.
10. Richieste di pagamenti già effettuati dai contribuenti entro i termini previsti dalla legge. Intanto il fenomeno delle cartelle pazze ha toccato anche Montecitorio, sia i deputati che i dipendenti della Camera. Lo ha riferito Giorgio Benvenuto (Ds), membro della Commissione Finanze della Camera, intervenendo ad una conferenza stampa dell'Adiconsum sulla vicenda degli avvisi per i condoni. Benvenuto ha riferito che «tra i soggetti ritenuti inadempienti dai concessionari ci sono quasi tutti i deputati e dipendenti della Camera». Errore, ha spiegato, dovuto alla mancata registrazione del Cud. L' Associazione Artigiani Cgia di Mestre si è mobilitata per fronteggiare la nuova ondata di cartelle pazze e ha chiesto al ministro Tremonti di accertare le responsabilità e di indennizzare i contribuenti che saranno raggiunti dalle cartelle sbagliate con una somma simbolica di 50 euro.

(sabato 19 aprile 2003)
 
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