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NUOVI CASI DI ERRORI TRA LE COMUNICAZIONI PER IL CONDONO
Nelle cartelle pazze avvisi sugli Anni 70
Ingiunzioni errate per tasse evase da contribuenti ancora in fasce L’Agenzia delle Entrate annuncia sanzioni contro i concessionari Gli uffici aperti anche di sera e al sabato per fornire spiegazioni


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NUOVI CASI DI ERRORI TRA LE COMUNICAZIONI PER IL CONDONO
Nelle cartelle pazze avvisi sugli Anni 70
Ingiunzioni errate per tasse evase da contribuenti ancora in fasce L’Agenzia delle Entrate annuncia sanzioni contro i concessionari Gli uffici aperti anche di sera e al sabato per fornire spiegazioni

19/4/2003

ROMA

Ogni giorno si scoprono nuove cartelle pazze. Il catalogo degli errori e delle errate informazioni contenute negli avvisi inviati dal Fisco ai contribuenti che possono aderire al condono si sta allargando a macchia d’olio. Nessuno sembra poter stare tranquillo: imposte già pagate o prescritte o per aziende cessate, per tasse non pagate quando si aveva 2 anni o risalenti a più di 30 anni fa. Sul chi va là devono stare anche gli eredi: attenzione alla data per le tasse non pagate da parenti deceduti. Stanno arrivando cartelle pazze anche relative agli anni d'imposta successivi alla morte dei parenti. A stilare una classifica degli errori, commessi dai concessionari in questi giorni, sono i responsabili dello Sportello del Contribuente (www.contribuenti.it). Un vero e proprio decalogo che comprende richiami risalenti agli anni di piombo, richieste di pagamento agevolato di multe e ammende non comprese nel condono, di tributi già sgravati o che dovrebbero essere annullati in modo automatico. E poi ancora richieste di pagamenti già definiti con le procedure del condono del '92. Avvisi su procedure già oggetto di concordato, conciliazione. Invio di più comunicazioni per lo steso tributo. Richieste di pagamenti già effettuati dai contribuenti entro i termini previsti dalla legge. L’Intesa dei Consumatori ha anche calcolato il fatturato delle cartelle pazze che si aggirerebbe attorno al milione di euro sulla base della stima sulle entrate per i concessionari ottenute con i pagamenti dei contribuenti anche in caso di errori. Gli artigiani di Mestre hanno chiesto un rimborso simbolico di 50 euro a contribuente. Le associazioni di tutela dei consumatori stanno organizzando un call center per chi vuole avere chiarimenti e ottenere assistenza legale. Il numero telefonico che sarà attivo da martedì 22 aprile dalle ore 10 alle ore 17, è lo 06/142020763. Intanto anche il gioco del rimpallo delle responsabilità segna nuovi capitoli. Ieri l’Agenzia delle Entrate ha fatto la voce grossa con i concessionari delle riscossioni e ora vuole spiegazioni dettagliate da tutti sugli avvisi che invitano al condono. Il direttore centrale Attilio Bufera ha anche annunciato che «se ci sono gli estremi per applicare sanzioni, chi ha sbagliato pagherà». Dalla semplice ammenda fino alla revoca della concessione. Nel frattempo l'amministrazione fiscale chiede agli esattori di potenziare linee telefoniche e sportelli per assistere i contribuenti. Un migliaio di linee in più, code differenziate e esperti a disposizione anche la sera e il sabato. Più che di un consiglio si tratta di un ordine, per risolvere la grana nel più breve tempo possibile, per frenare la valanga di proteste e soprattutto per evitare di creare un danno ai piani del ministero del Tesoro e del governo Berlusconi in generale. Dal gettito del condono dipende infatti una buona fetta dei futuri sgravi fiscali. Ieri, intervenendo alla conferenza stampa indetta dalle associazioni dei consumatori, alcuni dirigenti dell’Agenzia delle entrate sono tornati comunque ad assicurare i contribuenti. Il concetto è: chi è certo di aver pagato può ignorare l'invito a condonare, mentre chi ha dubbi sul da farsi deve rivolgersi ai concessionari dell'esattoria. Nella richiesta di chiarimenti inviata all'Ascotributi, che a sua volta dovrà girarla a tutti i concessionari, l'agenzia delle entrate chiede informazioni sull'intera operazione avvisi-condono, focalizzando tuttavia l'attenzione sulle comunicazioni relative alle notifiche antecedenti il 1997. Adiconsum fa comunque rilevare che l'allarme cartella pazza scatta ormai sistematicamente da almeno cinque anni. «Dobbiamo capire - sottolinea il presidente Paolo Landi - se siamo di fronte a disservizi o a una vera e propria strategia messa in atto per indurre i contribuenti a pagare somme anche non dovute». Sospetto che serpeggia anche nell’opposizione. L'associazione denuncia però la violazione degli impegni di informazione e trasparenza presi con lo statuto dei contribuenti, chiede l'annullamento degli avvisi emessi e propone una multa di 100 euro, ai concessionari, per ogni cartella pazza emessa.

r.e.s.



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